LUIGICOPERTINO
Processi

Il vero costo del 'si è sempre fatto così' nelle PMI italiane

L'abitudine è il nemico silenzioso dell'efficienza. Ogni processo mai messo in discussione nasconde un costo che si paga ogni giorno, invisibilmente. Come quantificarlo e cosa fare.

Luigi Copertino

Luigi Copertino

Consulente AI & Automazione PMI

3 min di lettura

La frase più pericolosa in azienda

"Si è sempre fatto così."

È la risposta a qualsiasi domanda sul perché un processo funziona in un certo modo — nella maggior parte delle PMI italiane che ho visitato. Non è malafede. È semplicemente che nessuno ha mai avuto tempo di fermarsi a chiedersi se quel modo fosse ancora il migliore.

Il problema è che ogni processo che "si è sempre fatto così" ha un costo. Spesso nascosto, quasi sempre sottovalutato.

Come si forma il costo dell'abitudine

I processi non vengono mai costruiti razionalmente. Si formano per accumulazione: qualcuno ha trovato un modo di fare una cosa, ha funzionato in quel momento, e da lì in poi si è sempre fatto così.

Il contesto cambia. Gli strumenti cambiano. Il team cambia. I volumi cambiano. Ma il processo rimane.

Nel frattempo, il costo si accumula:

  • Le persone fanno passaggi inutili perché "si è sempre fatto così"
  • I dati vengono inseriti in due posti invece di uno perché i due sistemi "non si parlano" (ma nessuno ha mai verificato se nel frattempo si parlavano)
  • Si usa uno strumento vecchio perché "siamo abituati" — mentre esistono alternative più efficienti
  • Si aspetta l'approvazione di qualcuno che non è più strettamente necessaria

Come quantificare il costo

Esercizio pratico: prendi un processo che "si è sempre fatto così" e calcolane il costo reale.

Step 1: conta quante volte viene eseguito in un mese.

Step 2: misura quanto tempo richiede (cronometro, non stima).

Step 3: calcola il costo orario della persona che lo esegue.

Step 4: moltiplica.

Esempio: inserimento dati manuale su due sistemi. 15 volte al mese. 20 minuti ogni volta. 5 ore/mese. A €30/ora = €150/mese = €1.800/anno.

Poi chiediti: esiste un'alternativa che costerebbe meno? Spesso la risposta è sì — e il costo di implementarla è ammortizzato in pochi mesi.

I processi "fantasma"

I più costosi sono i processi fantasma: attività che vengono eseguite regolarmente, ma che non servono più. O che servivano una volta, per una ragione che non esiste più.

Un report settimanale che nessuno legge. Una verifica manuale di dati che ormai vengono importati automaticamente. Un passaggio di approvazione rimasto in vita dopo che il responsabile che lo richiedeva se ne è andato tre anni fa.

In ogni azienda che ho analizzato, ho trovato almeno 2-3 processi fantasma. Eliminarli non richiede tecnologia né investimenti — richiede solo il coraggio di fermarsi a chiedersi: questo serve ancora?

La resistenza al cambiamento (vera vs. percepita)

Quando si propone di cambiare un processo consolidato, la resistenza sembra enorme. In realtà, nella maggior parte dei casi, è molto minore di quanto si teme.

Le persone non si oppongono al cambiamento in sé. Si oppongono all'incertezza di non sapere come funzionerà il nuovo modo. E alla fatica di imparare.

Se il cambiamento è spiegato bene (perché lo facciamo, cosa cambia, cosa rimane uguale), se il team viene coinvolto nella progettazione del nuovo processo, e se vengono date 2-3 settimane di rodaggio senza giudizi — la resistenza si dissolve quasi sempre.

L'audit del "si è sempre fatto così"

Una volta all'anno, scegli 5 processi che "si fanno sempre così" e fai queste domande a chi li esegue:

  1. Sai perché si fa in questo modo?
  2. C'è qualcosa in questo processo che ti sembra inutile o ripetitivo?
  3. Se potessi cambiare una cosa, cosa cambieresti?

Le risposte spesso contengono l'audit da soli.


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